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Museo del Bijou: prorogata la mostra Ridefinire il Gioiello fino al 22 settembre 2024




Visto il successo di pubblico riscontrato in questi mesi, la mostra Ridefinire il Gioiello resta allestita al Museo del Bijou di Casalmaggiore fino al 22 settembre 2024.


Sarà possibile ammirare fin dopo l’estate in Sala Zaffanella i 43 gioielli contemporanei progettati da altrettante artiste italiane e straniere.

Un progetto arrivato alla sua 9 edizione, nato nel 2010, da un'idea di Sonia Patrizia Catena, e che negli anni è diventato un punto di riferimento nella sperimentazione materica del gioiello d'arte. Un concorso annuale che stimola la progettazione e l’ideazione di un gioiello contemporaneo il cui valore aggiunto lo fa l’idea.

 

Per questa edizione, Ridefinire il Gioiello ha chiesto agli artisti e alle artiste di progettare un gioiello che valorizzi la memoria delle creazioni esposte al Museo del Bijou, invitandoli ad ispirarsi ai monili più antichi conservati all'interno delle teche espositive, quelli a forma di nodo, con il fine di reinterpretare la struttura e il significato attraverso il proprio linguaggio contemporaneo e la propria ricerca artistica. Il museo è diventato così promotore di nuove narrazioni attraverso un meccanismo capace di mettere in connessione mondi, stili, epoche e creazioni differenti: il bijou del passato in dialogo con il gioiello contemporaneo.

 

Quest'anno sono esposti anche i gioielli dell'artista Patrizia Giachero vincitrice del concorso "Gioiello Contemporaneo" indetto dalla Galleria Rossini di Milano nell’aprile 2023 e i disegni di Carmela Barbato facenti parte della serie "Trame Mediterranee" un progetto che, attraverso l’esplorazione di antichi bijoux delle collezioni permanenti del Museo del Bijou di Casalmaggiore, indaga e reinterpreta morfologicamente il concetto di “nodo”.

 

Ridefinire il Gioiello, dal 2010, ha coinvolto oltre 7.000 artisti che sono stati in grado di spingere la loro ricerca al di là dei confini usuali, dimostrando come il valore di un materiale è nella capacità di trasfigurare un’idea, nel renderla indossabile. In questi anni il progetto ha intercettato e al contempo stimolato il fermento creativo del gioiello contemporaneo dando vita a un circuito sinergico e in continuo movimento. La manifestazione ha l'obiettivo di valorizzare e promuovere un nuovo gioiello, quello artistico, dando voce a diverse ricerche stilistiche e materiche.




 

I PREMI DELLA 9 EDIZIONE E LE MOTIVAZIONI


Emanuela Pirré premia Oplà! Michela Deanesi con un articolo su A glittering woman in cui racconterà il mondo, il lavoro, la poetica, l’estetica e la figura dell’artista. La motivazione di Emanuela Pirré: “Occupandomi di comunicazione e di parole, è per me di estrema importanza non solo il risultato finale ed estetico, ma prima di tutto la parte concettuale, il pensiero che conduce alla realizzazione. È importante il modo in cui ogni artista realizza quel pensiero e quindi cosa riesce a comunicare, cosa riesce a raccontare. Ci sono alcuni temi che, a mio avviso, oggi non si possono ignorare in qualità di artisti e comunicatori. L’arte deve essere coraggiosa – e audace – e deve esserlo anche chi vuole raccontarla. Tra i temi che non possiamo ignorare e che mi stanno particolarmente a cuore ci sono quelli della violenza di ogni tipo e delle disparità sociali. Non voglio essere né cieca né sorda né indifferente davanti a questi temi e dunque ho scelto una tra le persone che, coraggiosamente e audacemente, hanno deciso di affrontare proprio questi temi. Lo confesso: in un primo momento, avevo pensato al nodo come al simbolo di tutto ciò che di bello unisce. L’artista che ho scelto mi ha ricordato una cosa: gli oggetti non hanno un’anima e siamo noi ad attribuirla usandoli per fare del bene oppure - ahimè – del male. E dunque sì, è vero, i nodi uniscono benevolmente, ma talvolta i nodi sono invece da tagliare perché ci impediscono di volare e di essere liberi.

Questo è il motivo per cui la mia scelta è Il Nodo Tagliato, il gioiello creato da Oplà! Michela Deanesi. La sua collana parla di nodi da tagliare, quelli della povertà, delle disparità sociali, degli amori tossici, della violenza, del silenzio, della prigionia. Lo fa attraverso una forbice di cent’anni fa con un nodo di antica passamaneria dorata tra le sue lame. Annodati tra nastro e catena, possiamo intravedere simboli e piccoli oggetti: «ci ricordano tutte le scelte, i conflitti, le decisioni drastiche e la ricerca di armonia ed equilibrio – nostre – e di tutta l’Umanità.


Il Direttore Scientifico Maria Dolores Morelli premia Rosella Catalano. All'artista sarà dedicato un articolo sulla rivista Alkimiya Mag in cui si approfondirà la sua ricerca e la sua poetica. Rosella Catalano, con il suo artefatto esplora il concetto di nodo nelle sue caratteristiche morfologiche, facendone altresì oggetto di ricerca espressiva e sperimentazione materica. Topofilia, che deriva dal greco tópos (luogo) e philía (amore) esprime il legame di profondo attaccamento che lega una persona ad un luogo. Tessere tralci, una delicata silhouette di fili di lurex, che attraverso colori e nodi strutturali racconta il radicamento ad un territorio, quello della Sicilia, ricco di cultura e tradizione, offrendone una prospettiva del tutto inedita e contemporanea, in termini di design e innovazione. Tralci e uva, ricamati a mano, ridisegnano in tal modo una mappa dall’intenso potere metaforico.

Angela Molari del festival Bosco - Urban Art Project premia Rosalba Rombolà Gioielli con una residenza d'artista presso La Stazione degli Artisti a Gambettola (FC). Le motivazioni di  Molari: “C’è un fil rouge che unisce Rosalba Rombolà a Bosco Urban Art Project, proprio a partire dalla scelta del filo che nelle opere di quest'artista si fa medium e metafora di un significato più intimo e recondito. Reinterpretando una tecnica antica come la tessitura, Rombolà intreccia il passato con il presente e ci porta a riconoscere il valore di una tradizione che trova nuova linfa nella sua espressione contemporanea. La scelta di premiare Rosalba Rombolà non si basa unicamente sul valore qualitativo-formale dell’opera ma anche sul processo di significazione, testimonianza di una capacità espressiva che è uno dei requisiti fondamentali del nostro premio. In “Tessere (1+1=1)” propone infatti un viaggio nel suo io interiore attraverso simboli e parole che, nella loro semplicità, formano un pattern in cui ognuno può rispecchiarsi. “Amore, Cuore, Parole, Radici, Mare, Sogni” rimandano alla trama di un immaginario che è diverso da persona a persona, e che solo il filo dell’artista è capace di intrecciare in un unico racconto condiviso.”


Marco Rossini della Galleria Rossini - Jewellery Art Gallery premia GIOI Giulia Vignetti con una mostra dal 13 aprile al 4 maggio presso il suo spazio a Milano in occasione del Fuorisalone 2024. La Galleria Rossini ha scelto e premiato la spilla “Nesting” di GIOI Giulia Vignetti per il suo lavoro di ricerca artistica. Grazie all’accostamento tra la scultura, la pittura e il mondo del gioiello, Giulia Vignetti è riuscita a creare dialoghi fra linguaggi artistici differenti per ottenere un risultato unico, che innalza e fa comprendere meglio il concetto di gioiello come opera d’arte. Una spilla-scultura valorizzata da volumi plastici e da un sapiente gioco di colori. Molto apprezzata la soluzione di realizzare un mono-orecchino che può essere indossato come gioiello oppure integrato nella scultura stessa e diventare opera a sé stante.


Microbo Net premia SilverStrass con una mostra personale a Circuiti Dinamici. I gioielli saranno esposti in piccole vetrine, che noi chiamiamo wunderkammen effimere, nel prossimo autunno 2024. Silvia Orani Silverstrass, che come nella sala delle asse del Castello Sforzesco ci conduce tra le curve e i meandri della sua creazione, associando tra loro delle foglioline verdi che cullano il nostro sguardo, ricordandoci la pervasività dell’ambiente naturale che ci circonda. Il nome stesso dell’opera, Sinfonia ci ricorda come l’unione di molti elementi conduca all’armonia, accrescendo il valore del singolo elemento, che merita di essere guardato in maniera olistica rispetto al tutto, uno sguardo che unisce e comprende, più che attraverso uno sguardo analitico che divide e separa.


Microbo.net ha premiato con una menzione speciale 4 artisti: Andrea Benoni, Francesca Romana Sansoni, Roger Cavinatto e LeMari Riciclano, che saranno esposti a Circuiti Dinamici, nelle vetrine wunderkammen effimere, nel prossimo autunno 2024. Le motivazioni di Microbo.net: “Andrea Benoni, che unisce cerchio e quadrato in quella che da sempre è una questione aperta che ha appassionato studiosi di ogni epoca e di ogni provenienza, dove la supremazia di una forma si impone ciclicamente sull’altra, nell’impossibilità di pareggiare. Da un lato abbiamo un vero e proprio amore per i solidi e per la possibilità di combinarli in maniera originale, dall’altro dei virtuosismi tecnici che, uniti alla tecnologia e alla stampa 3D, li moltiplicano idealmente all’infinito. Francesca Romana Sansoni, che gioca col simbolo dell’infinito e coi colori per suggerirci lo scorrere dell’acqua, la sua lucentezza e al contempo l’opera umana che la plasma portandola a scorrere negli argini, connubio perfetto tra natura e cultura. Sembra una contraddizione con l’impossibilità eraclitea di bagnarsi due volte nello stesso luogo e invece si tratta esattamente del mistero che da sempre ci affascina, collegato ancora una volta al concetto di infinità. Roger Cavinatto, che lavora sulle connessioni e propone un segno che si fa labirinto e strada, che indaga e ancora una volta scorre, mostrandoci il nostro essere animali sociali, disponibili alla creazione di connessioni sempre nuove. In questo caso l’opera da un lato comunica la complessa semplicità dell’intreccio di rapporti umani che mette ciascuno di noi al centro della propria trama, dall’altro sottolinea la costante ricerca di ampliamento delle possibilità di connessione. LeMari Riciclano, che intreccia un filato che è insieme poesia e sapere popolare, dove la materia si fa nobile grazie alla tecnica, all’intreccio infinito, alla saggezza delle mani che sanno allacciare e annodare. In quest’opera si vede il rincorrersi dell’uomo di natura e dell’uomo di cultura: un’opposizione troppo esasperata che non riflette la reale evoluzione delle cose, e che trova la propria sintesi, ancora una volta, nel dialogo tra quadrato e circonferenza, riportandoci a un dibattito irrisolvibile”


Letizia Frigerio del Museo del Bijou di Casalmaggiore premia Michela Guatto con un punto espositivo temporaneo all'interno del museo in un periodo da concordare. Le motivazioni della Direttrice: “Un nodo che non stringe, come deve/dovrebbe essere il legame che unisce le famiglie: il Museo del Bijou premia la morbida opulenza e la “povera” ricchezza del gioiello di Michela Guatto. La sua collana sa rendere preziosi materiali non nobili, conferendo alla stoffa e ai tessuti un vestimento di grazia e nobiltà che stupisce. La famiglia Galluzzi, fondatrice delle fabbriche bigiottiere di Casalmaggiore, ha saputo essere unita e coesa, pur fra “non-detti” e dissidi che inevitabilmente avranno vissuto padre, figli e mogli in tanti anni di convivenza, anche professionale. Vediamo bene al collo di Irene De Pietri–Modrone, moglie di Giulio Galluzzi, la collana di Michela Guatto: con grazia e perizia artigianale di altissimo livello, l’artista ha ricreato un’aura nobile con materiali stupendi, abbinamenti cromatici di grande effetto, concept davvero interessante, che tocca e coinvolge il nostro museo e la nostra storia. Ma vediamo altrettanto bene “Legami di famiglia” sfilare oggi sulle passerelle, perché l’eleganza, l’estro e l’arte sono senza tempo”.


Sonia Catena premia la.chigi.art con un articolo dedicato su My Where che racconterà la ricerca artistica, le sperimentazioni materiche e tecniche dell'autrice. Le sue motivazioni: “Le relazioni sono un aspetto fondamentale della vita umana. Possono essere legami familiari, amicizie, relazioni romantiche o tossiche, rapporti professionali e di comunità. Costruire e mantenere relazioni sane è importante per il benessere delle persone e ce lo ha dimostrato soprattutto il periodo del COVID-19 in cui i lockdown ripetuti e continuativi hanno messo in pausa e in crisi molti rapporti sociali. Riannodare le relazioni è il desiderio celato nella spilla pop di La Chigi, la resina epossidica avviluppa dentro di sé piccoli esseri umani per invitarli a ritrovarsi, il nodo però non si stringe completamente, rimane a loro la decisione di incontrarsi o meno. Una resina che unisce esistenze e le cristallizza, le contiene all'interno di una miscela lucida e opaca, così come avviene in quei fossili fatti di resina, noti comunemente come "Ambra", creando un'istantanea di vita. Il tempo si ferma, il nodo non è chiuso del tutto, ritorneremo a legarci?”

La fotografa Giulia Vigo premia Elena Berti con uno scatto d'autore personalizzato. La fotografia realizzata è diventata l'immagine ufficiale della nona edizione di Ridefinire di Gioiello. La motivazione di Vigo: “Ho scelto di premiare un lavoro eseguito con coerenza, sia coerente al tema specifico di quest’anno, sia al concorso stesso, che si propone di promuovere l’utilizzo di materiali non convenzionali in gioielleria e di recupero. Il gioiello che ho scelto è realizzato con le corde di recupero della bottega di un liutaio, è la collana “Alla ricerca dell’infinito” di Elena Berti, un lavoro eseguito con estro e mestiere, e progettato con cura. Quando lo si indossa il gioiello acquista una volumetria grafica e pulita che spazia in ogni direzione, proprio come il suono che si propaga nell’aria, per questo l’ho ritratto “indossato” seppure su un supporto trasparente per non interrompere la continuità delle linee e rispettare il richiamo all’infinito sottolineato dall’autrice”.

 

 

IN MOSTRA

Andrea Benoni - Katalyxer, Atelier Effetti - Flavia Turone, Brigitta Petrovszki Lajszki, Chimajarno, Collezione Siku - Graziana Giunta, Cristina Croce, Cristina Lottero, de Cor produzioni, donidelmare gioielli di Emily DeVito e Roberto Coppola, Elena Berti Margià, Elena Ramaparelli, Elenadp Crea, Ellence, Elli Atelier Gioielleria Contemporanea, Ely Milano Jewelry, Erika Mazzola, FiloGioielli di Filomena Di Camillo, Francesca Romana Sansoni - Segni di terra, Gaia Descovich Jewels, Gianfranco Quartaroli - Circuiti Gioielli, GIOI Giulia Vignetti, La Chigi, Laetitia Autrand, Lamobijoux - Maurizio Mo, LeMari Riciclano, Luisa Capua - Z'Atelier, Maria Cristina Codecasa Conti - Le Troisième Songe, Michela Guatto, Monica Ungarelli, NearteNeparte art&craft di Anna Esposito, Oplà! Michela Deanesi, Paolacreart - Paola Marzoli, Paolella_Rakuecrochet di Paola Cisterni - Elena Ramparelli, Pasly - Pasqualina Tripodi, Patrizia Giachero, Roger Cavinatto, Rosalba Rombolà Gioielli, Rosella Catalano, Rovescio Pensieri d'arte di Roberta Pozzi, SilverStrass - Silvia Orani, Valentina Grotto, Vera Rossini - Cakes & Troubles

 

Informazioni generali:

Museo del Bijou

Via Porzio 9, 26041 Casalmaggiore (CR) – nel centro storico, a pochi passi dalla centrale Piazza Garibaldi. Tel: 0375 284424

 

Orari mostra:

Aperto da martedì a sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18; domenica e festivi dalle 15 alle 19.

Chiusura estiva dal 5 al 24 agosto.

 

Ingresso mostra e museo: intero € 3,00; ridotto € 2,50. Gratuito per le scolaresche, i possessori dell'Abbonamento Musei Lombardia e ogni prima domenica del mese (#domenicalmuseo).

 

 

Contatti:

 

Un progetto di: Associazione Circuiti Dinamici





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