top of page

Raccontare il gioiello: i premi editoriali della X edizione

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Il 7 marzo al Museo del Bijou di Casalmaggiore sono stati proclamati i vincitori della decima edizione di Ridefinire il Gioiello, evento dedicato al gioiello contemporaneo.


Dal 7 marzo al 27 settembre, Ridefinire il Gioiello torna al Museo del Bijou di Casalmaggiore con 47 gioielli contemporanei progettati da artiste italiane e straniere. Un progetto arrivato alla sua 10 edizione, nato nel 2010, da un'idea della curatrice Sonia Patrizia Catena, e che negli anni è diventato un punto di riferimento nella sperimentazione materica del gioiello d'arte. Un concorso annuale che stimola la progettazione e l’ideazione di un gioiello contemporaneo il cui valore aggiunto lo fa l’idea.

 

PREMI SEZIONE: ARTICOLI E INTERVISTE

La scrittura critica e la divulgazione editoriale rappresentano strumenti fondamentali per accompagnare e diffondere la ricerca artistica. I premi dedicati ad articoli e interviste offrono agli artisti selezionati la possibilità di raccontare il proprio lavoro attraverso approfondimenti editoriali pubblicati su riviste e piattaforme culturali, contribuendo a costruire una narrazione più ampia intorno alle loro opere e alla ricerca nel campo del gioiello contemporaneo.



A GLITTERING MAGAZINE

Emanuela Pirré premia Angela Favaro - 83 caratteri con un'intervista su A glittering Magazine in cui racconterà la poetica e la figura dell’artista.


Il gioiello che ho deciso di premiare quest’anno nell’ambito di Ridefinire il Gioiello è “Ghiaccio – la memoria del tempo” di Angela Favaro di 83 Caratteri. Vorrei raccontare il motivo della mia scelta.


Pochi mesi fa, ho avuto l’opportunità di recensire una mostra intitolata “FUORIPISTA arte, sport e inverno” che è stata ospitata a Bergamo dallo spazio gres art 671. In quella occasione, sono stata particolarmente impressionata da “Crying Glacier”, ovvero “Ghiacciaio che piange”, un'installazione sonora dell’artista e compositore Ludwig Berger. Per oltre un decennio, Ludwig ha fatto delle registrazioni sul ghiacciaio del Morteratsch, nelle Alpi svizzere, utilizzando dei microfoni subacquei. Ha registrato crepitii e suoni che rivelano lo scioglimento del ghiacciaio, catturando dunque una lenta e inesorabile trasformazione. È così riuscito a dare voce al ghiacciaio, letteralmente, e a raccontare il cambiamento ambientale attraverso il suono.


Anche Angela dà voce al ghiaccio. Parla di luce e di colore, di trasparenza e di opacità, di suoni e di odori. Parla di tempo che scorre, di testimonianze, di memorie. Per restituire la sensazione del freddo, Angela ha scelto il vetro artistico di Murano, il materiale con cui lavora abitualmente. La sua spilla racconta così una tematica attualissima usando un materiale che ha la forza di oltre 4.000 anni di storia e che, allo stesso tempo, ha la medesima fragilità del ghiaccio che vuole rappresentare.


Le tematiche ambientali, la crisi climatica, la vulnerabilità, l’adattamento: sono tutti argomenti che riguardano la montagna – il tema di quest’anno di Ridefinire il Gioiello – e che riguardano ognuno di noi. E che vibrano anche nell’arte: lo dimostra Ludwig, con un’installazione sonora, e ce lo dimostra Angela, attraverso il suo gioiello.


Aggiungo qualcosa a proposito di assonanze artistiche.


Grazie a Ridefinire il Gioiello, progetto che affianco da otto edizioni, ho potuto conoscere tanti designer e tanti artisti. Con alcuni sono rimasta in contatto e con altri no, poiché capita che i percorsi individuali di ciascuno non tornino a intersecarsi. Tra coloro che ho perso di vista figura Alba Folcio che è stata la vincitrice del mio premio nell’anno 2017. Alba era un’artista poliedrica e dico “era” perché recentemente ho saputo che non è più con noi. Mi fa piacere ricordare il talento, la sensibilità e la passione di una donna e di un’artista straordinaria che sono onorata di aver conosciuto. E vorrei condividere con voi un suo pensiero.


«L’arte ha bisogno di silenzio per prendere forma. Ha bisogno di silenzio per toccare chi vuole vedere. Ma deve arrivare in ogni luogo; come il vento e come il pane, l’arte va condivisa per nutrire l’umana necessità di ricerca e di evoluzione».


So che Alba avrebbe apprezzato il dialogo e le corrispondenze tra varie dimensioni e sensibilità artistiche, perché lei stessa ha frequentato tanti mondi anche lontani dal gioiello. Credo che avrebbe apprezzato il lavoro, la sensibilità artistica e la ricerca di Angela. E che avrebbe apprezzato la sua spilla che ci ricorda la memoria insita nella natura, nel ghiaccio e nella montagna.




ALKIMIYA MAG

Il Direttore Scientifico Maria Dolores Morelli premia Paola Marzoli - Paolacreart. All'artista sarà dedicata un'intervista sulla rivista Alkimiya Mag in cui si approfondirà la sua ricerca e la sua poetica.


Paola Marzoli indaga la tematica della montagna come forza primordiale della natura e superando la pura analisi morfologica, restituisce un oggetto prezioso pienamente contestualizzato, in cui significato si fa forma, e la forma stessa diventa linguaggio. Il cromatismo e la sperimentazione materica di stagno e vetro trasformano Lacrime di ghiaccio, in un gioiello che, attraverso textures, consistenze differenti, trasparenze e opalescenze, cattura e interpreta le molteplici sfumature di un ecosistema vulnerabile. Bellezza e la delicatezza convivono con una forza primigena: un equilibrio alchemico sostenuto da un attento processo progettuale, l’artefatto offre una visione contemporanea del tema coniugando indossabilità, ricerca e sperimentazione.




SGUARDO CONTEMPORANEO

Sonia Patrizia Catena premia Gina Vasile con un articolo dedicato su My Where per raccontare la sua ricerca artistica.


Il Premio Sguardo Contemporaneo è assegnato alla spilla Il cuore della montagna di Gina Vasile per la sua capacità di tradurre il tema della montagna in una forma essenziale, scultorea e profondamente simbolica. L’opera si presenta come una piccola architettura organica che sembra emergere dalla materia stessa, con pieghe e fenditure che ricordano pareti rocciose e cavità naturali.

Al centro si apre un cuore verde, silenzioso e raccolto, una cavità che accoglie e custodisce. Indossata sul petto, la spilla assume una dimensione quasi rituale: diventa un cuore posto sul corpo e un dispositivo di protezione e ascolto.

Ciò che mi colpisce è la tensione tra la forza della materia e la delicatezza del significato. Le superfici sembrano attraversate da spinte interne, come se la natura stessa stesse tentando di aprirsi, di respirare e di trasformarsi. In questa forma compatta e insieme aperta si condensa un’immagine della montagna intesa non solo come verticalità e potenza, ma come cuore pulsante del paesaggio e della nostra relazione con esso.




Ridefinire il Gioiello a cura di Sonia Patrizia Catena

 
 
 

Commenti


 RECENT POSTS: 

© 2025 by Sonia Patrizia Catena - Ridefinire il Gioiello | All rights reserved

Ridefinire il Gioiello | c/o Circuiti Dinamici, via Giovanola 19/21 - 20142 Milano (MI) Italy

Privacy Policy

bottom of page